Egregio Fabrizio Ponzetta,
le porgo i miei complimenti per il blog su Gurdjieff, l'ho scoperto da poco e lo apprezzo molto per la particolare prospettiva da cui viene analizzata la vita e il pensiero di questo Maestro e anche perché si rinviene da parte sua l'ammirevole volontà di spiegare chiaramente ciò che il nostro "armeno dal linguaggio sgrammaticato" spesso lasciava solo intravedere.
Mi sto (ri)avvicinando da poco alla Quarta Via e mi piacerebbe trovare qualche insegnante anche nella mia zona (io vivo a xxxx) e accetterei volentieri da lei qualche consiglio sull'opportunità di utilizzare praticamente il metodo Gurdjieff.
Cordialità
Francesco Dxxxxxxxx
Caro Francesco
se vuole il mio spassionato consiglio, non perda tempo prezioso, la Quarta via non esiste più... e non potrebbe neanche esistere..."Dare testimonianza e poi non lasciare traccia di sé" questo è il destino, anche esplicito, di scuole come quella di Gurdjieff.
Il senso, se ce n’è uno, è quello di impedire istituzionalizzazioni che, per l'inevitabile movimento della vita, si capovolgono nel contrario degli intenti originali.
Il fatto che poi tale "non istituzionalizzazione" lasci libero il campo a una serie di “idioti” mossi dal loro psichismo che ritengono di portare avanti il Lavoro di Gurdjieff... è un altro paio di maniche... ma non credo che a lei interessi questo.
Gurdjieff è affascinante studiarlo, percepirlo in sè, nella sua grandezza e nei suoi limiti se ci si riesce... il resto è nevrosi.
Piuttosto, se posso permettermi, osservi come sotto al nome di Gurdjieff e Quarta Via c'è sempre il solito meccanismo mentale: tramite questo sforzo, ovvero quando raggiungerò quel determinato stato allora potrò.... potrò cosa?
E' tutto già qui adesso. Punto.
Un caro saluto.
F
Caro Fabrizio, leggo con rammarico la sua email... In sostanza lei dice che poteva avere un senso seguire questo insegnamento solo qualora si fosse stati allievi diretti di Gurdjieff... e anche in quel caso lei sarebbe restato titubante. Il problema degli "idioti mossi dal loro psichismo" non penso potrà mai essere eliminato e affligge tutte le scuole esoteriche e saper discriminare tra essi e l' "onesto maestro" (ammesso che ve ne siano) è chiaramente complesso. Allora una persona che voglia effettuare un lavoro su di se, al di là della quarta via, una persona che senta il bisogno di esplorare i "confini dell'anima", cosa dovrebbe fare? A volte le scuole e le correnti di pensiero sembrano tutte uguali... Capisco che è un domandone, ma sorge spontaneo. Io non riesco ad arrendermi al materialismo, non ci sto. Sento che c'è qualcos'altro.
Grazie.
Francesco
Caro Francesco, non si rammarichi, io non sono un oracolo dico quello che penso e ovviamente ciò che penso è dettato dalla prospettiva, dal punto di vita (più che di vista) in cui mi trovo.
Tutto qui. Ecco, fatta fuori la mia persona va però notato che “il bisogno di esplorare i confini dell'anima” è un bisogno che per Gurdjieff stesso non aveva senso in quanto per il nostro, l'anima non esiste, o almeno non è data in dotazione col corpicino con cui si nasce. E anche il Buddha, per quanto comicamente ci siano buddhisti che sproloquiano di anima, fondò la sua stessa dottrina sul concetto di assenza di anima. Ci sarebbe poi parecchio da dire sul fatto che anima in realtà non corrisponde a spirito, o almeno a seconda delle tradizioni che si prendono in esame, ma il discorso è lungo... per quel che ci interessa Gurdjieff e la sua quarta via rientrano in una sorta di tradizione senza nome che emerge carsicamente ovunque dalla gnosi ai tantra, dallo zen al sufismo... E caratteristica di questi fenomeni è proprio il loro essere materialisti, per contro alle ortodossie religiose che mal li vedono (Buddha stesso era considerato ateo e materialista nell'induismo).
La bastonata zen del maestro al discepolo che pone quesiti metafisici non è poi lontana dal Gurdjeff che corre a far rientrare i maiali scappati dal porcile del suo priorato apostrofando con insulti pesanti il discepolo che invece camminava lento per non perdere consapevolezza di sé.
E poi, cos'è questo materialismo cui non ci si vuole arrendere? La società contemporanea? Io la trovo molto metafisica. Colma di stimoli che ci scaraventano da un estremo all'altro della mente, facendoci perdere il contatto col cibo, col sesso, con la natura. Il denaro, poi, è astrazione pura, specie ora che l'oro non ha più corrispondenza con la banconota. Non mi fraintenda, credo di comprendere cosa intende... ma cerchi di comprendere anche lei cosa intendo io: i suddetti tantra hanno un motto degno di essere citato in proposito: “Quando si cade a terra, ci si rialza con l'aiuto della terra”. La presenza mentale è sostanzialmente essere qui e ora. Che poi un onesto reazionario come Gurdjieff si guadagnasse da vivere insegnando a personaggi “senza alcuna speranza oggettiva” a essere presenti (c'è un paradosso più comico?) tramite una serie di chiavi che vanno usate come tali (messe nella toppa, girate e lasciate stare una volta entrati) e che questi si siano baloccati con queste chiavi cosmologiche che ancor oggi sono impugnate da gente pigra, convinta che la “quarta via” sia per loro perchè non gli chiede nessun sacrificio esterno (convinti che quelli interni siano più alla loro portata, poveracci) è per me materia di divertita riflessione.
La cosa poi più buffa è il manto alternativo che questi indossano. Gurdjieff era cristiano ortodosso, un patriarca sciovinista, un amabile dittatore tantrico da cui la maggior parte di questi quartasviati d'oggigiorno sarebbe fuggito a gambe levate, etichettandolo come un diavolo, un delinquente, un plagiatore e un cialtrone. Cosa che tra l'altro fu e con molta serenità.
Come disse qualcuno, cogliendo il nocciolo della questione: Gurdjieff aveva questo bianco leggermente tinto. Non smetteva mai di giocare con i colori della vita; ecco perchè gli sciocchi lo criticavano. Ouspensky era un filosofo, cercava di restare nel bianco che aveva scoperto...
E i quartasviati di oggi e anche di ieri sono figli della mente di Ouspensky.
Detto questo va poi notato come l'aspetto oscuro di Gurdjieff sia, per sedicenti maestri gurdjieffiani, occasione per legittimare le proprie perversioni. Ma qui si entra nel campo della patologia e della giurisprudenza e anche del gossip. Ognuno cerchi la felicità come crede...e ognuno si fotta da solo (mi scusi il francesismo) in questa ricerca.
L'unico problema, come insegna questa tradizione "senza nome" (che poi a volerglielo dare un nome c'è l'avrebbe pure ma è già inflazionato) sono le aspettative, il non voler prendere atto di ciò che è... e da lì partire.
Si rifiuta, invece, la realtà per un mondo perfetto e ideale. E anche tutto ciò ha un nome: Platone.
L'unico problema, come insegna questa tradizione "senza nome" (che poi a volerglielo dare un nome c'è l'avrebbe pure ma è già inflazionato) sono le aspettative, il non voler prendere atto di ciò che è... e da lì partire.
Si rifiuta, invece, la realtà per un mondo perfetto e ideale. E anche tutto ciò ha un nome: Platone.
Un delizioso racconto di Voltaire fa dire a un discepolo di Platone che aveva appena ascoltato l'insegnamento cosmologico del maestro: “E poi vi siete svegliato?”
A Gurdjieff nessuno poteva parlare così, perchè lui era sveglio e usava le cosmogonie come un demone che entra nei tuoi sogni per dirti che stai sognando. Ma ciò non implica certo il risveglio, anzi il sogno può continuare e all'infinito, proprio in virtù di ciò. E anche qui che male c'è? Chi dorme ha i suoi motivi e poi smettiamola di immaginare di essere come il pilota di Mazinga che governa dall'interno il corpo e le sue funzioni grossolane quanto sottili...
...“per agire ci vuole oblio”, chiunque si osservi onestamente lo sa.
I quartasviati non agiscono, pensano e i maiali escono dal porcile distruggendo l'orto e se il loro eroe dai grandi baffoni arriva di fretta, insultandoli, a sistemare le cose... lo considerano un diavolo maleducato o peggio ne fanno un ulteriore sistema di pensiero.
La ringrazio per lo stimolo al dispiegamento di queste mie idee-esperienze latenti e concludo che, comunque, esse hanno valore solo per me e non pretendono di imporsi alla sua sensibilità sull'argomento.
In bocca al lupo per la sua ricerca.
(C) 2012 CASA EDITRICE AH!
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