lunedì 20 dicembre 2010

Natale in casa Gurdjieff

La lunga citazione che segue è tratta da "Monsieur Gurdjieff, ma lei chi è?" di Renè Zuber.
Come esempio della maniera non dogmatica e del tutto pratica che aveva Gurdjieff di insegnare, racconterò quello che mi è capitato la vigilia di Natale (il Natale russo che viene in ritardo di tredici giorni rispetto al nostro).
Ero stato convocato a casa sua, dove trovai un altro dei suoi allievi. Il padrone di casa ci fece entrare nel salone che era vuoto e al centro del quale erano stati deposti dei giocattoli, dei dolciumi e delle arance. Si trattava di ripartirli in piccole buste di carta affinché ogni bambino avesse la sua parte.
Un grazioso abete, appena riportato dal mercato dei fiori, testimoniava che tutto sarebbe stato fatto secondo le regole. Mi sentii in dovere di trasformarlo in albero di Natale. Avevo a portata di mano delle ghirlande, le candele e le stelle necessarie. Per un alsaziano come me era un'occupazione profondamente soddisfacente.
Il mio compito era terminato o quasi, quando Gurdjieff entrò, gettò un rapido sguardo ai nostri lavori e, avvicinandosi all'albero, mi fece segno di appenderlo al soffitto. Non credevo ai miei occhi.
"Ma… Signore… al soffitto, là in alto? La punta in basso? Le radici per aria?". Era proprio quello che voleva. Non mi restava che spogliare l'abete e, montato su di uno sgabello, fissare alla meglio le radici al soffitto. Quanto alle candele, non avevo avuto nessuna indicazione e Gurdjieff era già uscito dalla stanza.
Questa storia lascia perplessi. Si fa presto a dire: "Quest'uomo non fa niente come tutti gli altri. Smettete di interrogarvi su di lui".
Io invece gli attribuisco un'intenzione precisa. Ma qual era in questo caso? Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Svelare l'enigma natalizio di casa Gurdjieff vissuto nella personale puntata dell'autotelefilm di Zuber è impossibile e inopportuno, tuttavia possiamo solo ricordare di sfuggita certe improbabili nozioni dalla saga epica del Gurdjieff aedo: le scimmie discendono dagli uomini e il senso della tua vita è la morte, durante la quale si libera una certa energia, che nutre, o meglio tiene a distanza, la luna dalla terra.
Miti che spiegano la vita su piani metafisici? Metafore di alchimie interiori? Verità cui la scienza ancora non arriva? Deliri oscurantisti?
Fatto sta che capovolgono il senso che di norma attribuiamo a... tutto!
Addobbiamo un albero (noi stessi) il cui fine potrebbe essere quello di finire appesi al soffitto... e per tutta la vita abbiamo sofferto e lavorato per qualcosa che inevitabilmente cadrà.



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 Per approfondire

L'esoterismo nella cultura di destra, l'esoterismo nella cultura di sinistra
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Monsieur Gurdjieff, ma lei chi è?






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