martedì 14 giugno 2011

Quarta s-viati

Egregio Fabrizio Ponzetta,
le porgo i miei complimenti per il blog su Gurdjieff, l'ho scoperto da poco e lo apprezzo molto per la particolare prospettiva da cui viene analizzata la vita e il pensiero di questo Maestro e anche perché si rinviene da parte sua l'ammirevole volontà di spiegare chiaramente ciò che il nostro "armeno dal linguaggio sgrammaticato" spesso lasciava solo intravedere.

mercoledì 22 dicembre 2010

Non pretendo di capirlo

"Non pretendo di capirlo. Per me è "x". Tutto quello che so è che è il mio insegnante e non ho diritto di giudicarlo, né è necessario capire chi egli sia. Nessuno sa chi è, perché egli nasconde se stesso sopra tutto a noi. Mi rifiuto di esprimere alcun giudizio su di lui."

lunedì 20 dicembre 2010

Natale in casa Gurdjieff

La lunga citazione che segue è tratta da "Monsieur Gurdjieff, ma lei chi è?" di Renè Zuber.
Come esempio della maniera non dogmatica e del tutto pratica che aveva Gurdjieff di insegnare, racconterò quello che mi è capitato la vigilia di Natale (il Natale russo che viene in ritardo di tredici giorni rispetto al nostro).

giovedì 2 settembre 2010

Gurdjieff e Voltaire: lo sciamano e lo chef

Mi è arrivata una lettera molto interessante da Ottavio Plini, troppo lunga per pubblicarla integralmente (chi vuol leggerla per intero è qui in pdf) e di cui qui prenderò solo i passi necessari a rispondere.

Chi mi scrive dice che, dopo aver letto Ouspensky e Bennet, si era convinto di aver trovato in Gurdjieff un punto di riferimento. Poi, dopo aver avuto la malaugurata (dico io) idea di leggere direttamente Gurdjieff, si rende conto che:

"non trovo nessuna perla di saggezza nel ribadire ogni paragrafo per quasi migliaia di pagine, quanto gli esseri umani siano i più disgraziati e insensati abitanti dell'universo, quasi sempre accompagnandolo con formule ridondanti e ampollose del tipo"per via delle impreviste conseguenze, ormai cristallizzatesi nella loro presenza generale, e indegne di qualsiasi essere tricentrico responsabile, secondo un principio di ragione oggettiva, del funesto organo (col suo nome fantasioso) di cui, caro nipote, ti ho raccontato poc'anzi".
Poco dopo, dando un'occhiata alla biografia del discepolo Renè Zuber, sono venuto a sapere che questa attitudine sprezzante impregnava abitualmente anche il contegno di Gurdjieff, gli atteggiamenti umilianti e offensivi nei confronti degli allievi che mi sono sembrati banalmente una forma di sottomissione psicologica"

Poi la lettera incalza ulteriormente:

mercoledì 18 agosto 2010

Il suicidio di Gurdjieff

Che Gurdjieff non sia il prototipo del guru rasserenante, in un modo o nell'altro lo può intuire anche chi arriva a lui tramite l'enneagramma, scippato al suo sistema da qualche psicologo, o chi ci arriva tramite l'icona che ne fece Osho, a uso e consumo dei suoi sannyasin.
Noti, infatti, sono gli aneddoti sulle sue mani che contavano, con l'abilità di un cassiere, le banconote richieste ai suoi allievi, mani puzzolenti di sigari che ben si accompagnavano al suo alito impregnato di alcolici, quali l'Armagnac e il Calvados.

giovedì 5 agosto 2010

Gurdjieff e la politica?

Gurdjieff o le sue idee sarebbero posizionabili su un piano politico?

mercoledì 21 luglio 2010

Gurdjieff e il denaro (Il sano peccato di simonia e l'ipocrita virtù della conoscenza gratuita)

[tratto da F.Ponzetta, "Esoterismo e dintorni. Appunti di viaggio nell'inconscio italiano. 1995-2010" - presto disponibile qui]

Con simonia si intende il pagamento di denaro per ottenere conoscenze o esperienze spirituali.
Il nome viene da Simon Mago uno gnostico samaritano che offrì del denaro a San Pietro per essere formato nella taumaturgia per tramite dello Spirito Santo.
A parte il fatto che trovo una certa eleganza nel fatto che Simone, noto taumaturgo secondo gli stessi Atti degli Apostoli (cfr. Atti degli Apostoli, 8, 9-10), si apra ad altre forme di taumaturgia e si proponga di pagare il suo corso di aggiornamento; c’è da dire che con lo sguardo di oggi Simon Mago è sicuramente meno pericoloso di San Pietro, che negli Atti degli Apostoli uccide, tramite maledizione, due sposi colpevoli di non aver lasciato tutti i loro possedimenti alla comunità cristiana (la setta?), tenendone nascosta una parte. Ovviamente è possibile che si tratti di un'allegoria, come fa notare qualcuno, ma stando ai decreti della Pontificia Commissione Biblica mi pare che il Nuovo Testamento debba essere inteso come verità letterale.