mercoledì 28 marzo 2012

Gurdjieff, la svolta che sfuggì ad Ouspensky

Altri frammenti dell'insegnamento sconosciuto nel libro introvabile della Quarta Via.
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domenica 11 marzo 2012

Gurdjieff, Quarta Via, inedito, Orage


"Se avete letto Frammenti di un insegnamento sconosciuto di Ouspensky e seppur affascinati avete comunque desiderato di leggere il sistema di Gurdjieff spiegato da un essere“ brillante, sottile, ironico, sarcastico, nobile” in una “prestazione eccellente” questo è il libro che fa per voi, perché queste parole di Carl Zigrosser (citate da J.Webb in The Harmonious Circle) sono proprio riferite all'Orage di questi incontri." 

LIBRO INEDITO:
Alfred Orage 
saggio introduttivo di Fabrizio Ponzetta
Orage tra il Gurdjieff mago bianco e il Gurdjieff mago nero


martedì 14 giugno 2011

Quarta s-viati

Egregio Fabrizio Ponzetta,
le porgo i miei complimenti per il blog su Gurdjieff, l'ho scoperto da poco e lo apprezzo molto per la particolare prospettiva da cui viene analizzata la vita e il pensiero di questo Maestro e anche perché si rinviene da parte sua l'ammirevole volontà di spiegare chiaramente ciò che il nostro "armeno dal linguaggio sgrammaticato" spesso lasciava solo intravedere.

mercoledì 22 dicembre 2010

Non pretendo di capirlo

"Non pretendo di capirlo. Per me è "x". Tutto quello che so è che è il mio insegnante e non ho diritto di giudicarlo, né è necessario capire chi egli sia. Nessuno sa chi è, perché egli nasconde se stesso sopra tutto a noi. Mi rifiuto di esprimere alcun giudizio su di lui."

lunedì 20 dicembre 2010

Natale in casa Gurdjieff

La lunga citazione che segue è tratta da "Monsieur Gurdjieff, ma lei chi è?" di Renè Zuber.
Come esempio della maniera non dogmatica e del tutto pratica che aveva Gurdjieff di insegnare, racconterò quello che mi è capitato la vigilia di Natale (il Natale russo che viene in ritardo di tredici giorni rispetto al nostro).

giovedì 2 settembre 2010

Gurdjieff e Voltaire: lo sciamano e lo chef

Mi è arrivata una lettera molto interessante da Ottavio Plini, troppo lunga per pubblicarla integralmente (chi vuol leggerla per intero è qui in pdf) e di cui qui prenderò solo i passi necessari a rispondere.

Chi mi scrive dice che, dopo aver letto Ouspensky e Bennet, si era convinto di aver trovato in Gurdjieff un punto di riferimento. Poi, dopo aver avuto la malaugurata (dico io) idea di leggere direttamente Gurdjieff, si rende conto che:

"non trovo nessuna perla di saggezza nel ribadire ogni paragrafo per quasi migliaia di pagine, quanto gli esseri umani siano i più disgraziati e insensati abitanti dell'universo, quasi sempre accompagnandolo con formule ridondanti e ampollose del tipo"per via delle impreviste conseguenze, ormai cristallizzatesi nella loro presenza generale, e indegne di qualsiasi essere tricentrico responsabile, secondo un principio di ragione oggettiva, del funesto organo (col suo nome fantasioso) di cui, caro nipote, ti ho raccontato poc'anzi".
Poco dopo, dando un'occhiata alla biografia del discepolo Renè Zuber, sono venuto a sapere che questa attitudine sprezzante impregnava abitualmente anche il contegno di Gurdjieff, gli atteggiamenti umilianti e offensivi nei confronti degli allievi che mi sono sembrati banalmente una forma di sottomissione psicologica"

Poi la lettera incalza ulteriormente:

mercoledì 18 agosto 2010

Il suicidio di Gurdjieff

Che Gurdjieff non sia il prototipo del guru rasserenante, in un modo o nell'altro lo può intuire anche chi arriva a lui tramite l'enneagramma, scippato al suo sistema da qualche psicologo, o chi ci arriva tramite l'icona che ne fece Osho, a uso e consumo dei suoi sannyasin.
Noti, infatti, sono gli aneddoti sulle sue mani che contavano, con l'abilità di un cassiere, le banconote richieste ai suoi allievi, mani puzzolenti di sigari che ben si accompagnavano al suo alito impregnato di alcolici, quali l'Armagnac e il Calvados.

giovedì 5 agosto 2010

Gurdjieff e la politica?

Gurdjieff o le sue idee sarebbero posizionabili su un piano politico?
RISPOSTA

mercoledì 21 luglio 2010

Gurdjieff e il denaro (Il sano peccato di simonia e l'ipocrita virtù della conoscenza gratuita)

[tratto da F.Ponzetta, "Esoterismo e dintorni. Appunti di viaggio nell'inconscio italiano. 1995-2010" - presto disponibile qui]

Con simonia si intende il pagamento di denaro per ottenere conoscenze o esperienze spirituali.
Il nome viene da Simon Mago uno gnostico samaritano che offrì del denaro a San Pietro per essere formato nella taumaturgia per tramite dello Spirito Santo.
A parte il fatto che trovo una certa eleganza nel fatto che Simone, noto taumaturgo secondo gli stessi Atti degli Apostoli (cfr. Atti degli Apostoli, 8, 9-10), si apra ad altre forme di taumaturgia e si proponga di pagare il suo corso di aggiornamento; c’è da dire che CONTINUA A LEGGERE

giovedì 15 luglio 2010

Pedagogia gurdjieffiana?

Ricevo, pubblico e rispondo:

E' un piacere scorrere i variopinti articoli che lasci nei blog che condividi.
Per non parlare delle risate che riesci a provocare.
Stanotte m'è capitato di rivolgere il pensiero a questo: 

Ma il signor Gurdjeff nella sua opera terrena non ha mai pensato di CONTINUA A LEGGERE


venerdì 2 luglio 2010

Gurdjieff e l'immortalità

Ricevo, pubblico e rispondo ad una email che pone interessanti spunti:

Buon giorno, mi scusi se disturbo, vorrei chiederle alcune informazioni su Gurdjieff.
Mi interesso di filosofia, ho letto i libri di Ouspensky e Gurdjieff, raccomandati
CONTINUA A LEGGERE 

martedì 22 giugno 2010

Gurdjieff un bambino maturo, Ouspensky un adulto infantile

Lunedì 13 febbraio 1922 George Ivanovitch Gurdjieff sbarca in Inghilterra.
Il suo super idiota, Ouspensky, colui che aveva separato l'uomo Gurdjieff dalle sue idee, da tempo aveva cominciato a divulgare con modalità esclusivamente intellettuali il sistema di Gurdjieff in Inghilterra. Incontrare la fonte di tale insegnamento sconosciuto fu un'attrazione che portò una sessantina di persone, il 13 febbraio 1922, alla londinese Theosophical Hall di West Kesington.

All'epoca, Ouspensky non proibiva ancora ai suoi di incontrare Gurdjieff o addirittura di pronunciarne il nome, e suo malgrado, o forse continua a leggere

giovedì 17 giugno 2010

Gurdjieff: un milione di uomini in uno

"Gurdjieff: un milione di uomini in uno". Qualcuno lo definiva così, per cercare di descriverlo ad incauti discepoli americani che, come insetti accecati dalla luce elettrica, andavano a frantumare il loro ego contro Gurdjieff.
Ma che vuol dire? Che Gurdjieff era uno schizoide?