giovedì 2 settembre 2010

Gurdjieff e Voltaire: lo sciamano e lo chef

Mi è arrivata una lettera molto interessante, troppo lunga per pubblicarla integralmente (chi vuol leggerla per intero è qui in pdf) e di cui qui prenderò solo i passi necessari a rispondere.

Chi mi scrive dice che, dopo aver letto Ouspensky e Bennet, si era convinto di aver trovato in Gurdjieff un punto di riferimento. Poi, dopo aver avuto la malaugurata (dico io) idea di leggere direttamente Gurdjieff, si rende conto che:

"non trovo nessuna perla di saggezza nel ribadire ogni paragrafo per quasi migliaia di pagine, quanto gli esseri umani siano i più disgraziati e insensati abitanti dell'universo, quasi sempre accompagnandolo con formule ridondanti e ampollose del tipo"per via delle impreviste conseguenze, ormai cristallizzatesi nella loro presenza generale, e indegne di qualsiasi essere tricentrico responsabile, secondo un principio di ragione oggettiva, del funesto organo (col suo nome fantasioso) di cui, caro nipote, ti ho raccontato poc'anzi".
Poco dopo, dando un'occhiata alla biografia del discepolo Renè Zuber, sono venuto a sapere che questa attitudine sprezzante impregnava abitualmente anche il contegno di Gurdjieff, gli atteggiamenti umilianti e offensivi nei confronti degli allievi che mi sono sembrati banalmente una forma di sottomissione psicologica"

Poi la lettera incalza ulteriormente:

mercoledì 18 agosto 2010

Il suicidio di Gurdjieff

Che Gurdjieff non sia il prototipo del guru rasserenante, in un modo o nell'altro lo può intuire anche chi arriva a lui tramite l'enneagramma, scippato al suo sistema da qualche psicologo, o chi ci arriva tramite l'icona che ne fece Osho, a uso e consumo dei suoi sannyasin.
Noti, infatti, sono gli aneddoti sulle sue mani che contavano, con l'abilità di un cassiere, le banconote richieste ai suoi allievi, mani puzzolenti di sigari che ben si accompagnavano al suo alito impregnato di alcolici, quali l'Armagnac e il Calvados.

giovedì 5 agosto 2010

Gurdjieff e la politica?

Gurdjieff o le sue idee sarebbero posizionabili su un piano politico?

mercoledì 21 luglio 2010

Gurdjieff e il denaro (Il sano peccato di simonia e l'ipocrita virtù della conoscenza gratuita)

[tratto da F.Ponzetta, Esoterismo e dintorni. Appunti di viaggio nell'inconscio italiano. 1995-2010]

Con simonia si intende il pagamento di denaro per ottenere conoscenze o esperienze spirituali.
Il nome viene da Simon Mago uno gnostico samaritano che offrì del denaro a San Pietro per essere formato nella taumaturgia per tramite dello Spirito Santo.
A parte il fatto che trovo una certa eleganza nel fatto che Simone, noto taumaturgo secondo gli stessi Atti degli Apostoli (cfr. Atti degli Apostoli, 8, 9-10), si apra ad altre forme di taumaturgia e si proponga di pagare il suo corso di aggiornamento; c’è da dire che con lo sguardo di oggi Simon Mago è sicuramente meno pericoloso di San Pietro, che negli Atti degli Apostoli uccide, tramite maledizione, due sposi colpevoli di non aver lasciato tutti i loro possedimenti alla comunità cristiana (la setta?), tenendone nascosta una parte. Ovviamente è possibile che si tratti di un'allegoria, come fa notare qualcuno, ma stando ai decreti della Pontificia Commissione Biblica mi pare che il Nuovo Testamento debba essere inteso come verità letterale.

giovedì 15 luglio 2010

Pedagogia gurdjieffiana?

Ricevo, pubblico e rispondo:

E' un piacere scorrere i variopinti articoli che lasci nei blog che condividi.
Per non parlare delle risate che riesci a provocare.
Stanotte m'è capitato di rivolgere il pensiero a questo: 

venerdì 2 luglio 2010

Gurdjieff e l'immortalità

Ricevo, pubblico e rispondo ad una email che pone interessanti spunti:

Buon giorno, mi scusi se disturbo, vorrei chiederle alcune informazioni su Gurdjieff.
Mi interesso di filosofia, ho letto i libri di Ouspensky e Gurdjieff, raccomandati all'epoca da Battiato, ma ci sono cose che non mi sono chiare.
Mi piacerebbe sapere il suo punto di vista.
Innanzitutto il ricordo di sé o attenzione divisa. A me sembra una forma di autoipnosi.
Egli diceva, se ho ben capito, che è l'unico strumento con cui l'uomo può vivere dopo la morte.
Domanda: se è così, allora si salvano, quante, 100 persone in tutto il mondo.
Forse, neanche (…)

martedì 22 giugno 2010

Gurdjieff un bambino maturo, Ouspensky un adulto infantile

Lunedì 13 febbraio 1922 George Ivanovitch Gurdjieff sbarca in Inghilterra.
Il suo super idiota, Ouspensky, colui che aveva separato l'uomo Gurdjieff dalle sue idee, da tempo aveva cominciato a divulgare con modalità esclusivamente intellettuali il sistema di Gurdjieff in Inghilterra. Incontrare la fonte di tale insegnamento sconosciuto fu un'attrazione che portò una sessantina di persone, il 13 febbraio 1922, alla londinese Theosophical Hall di West Kesington.

All'epoca, Ouspensky non proibiva ancora ai suoi di incontrare Gurdjieff o addirittura di pronunciarne il nome, e suo malgrado, o forse con una speranza di riconoscimento, si recò anch'egli alla conferenza.